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ADDETTI AI LAVORI

Questa pagina si rivolge soprattutto agli " addetti ai lavori "   con interventi, recensioni, articoli e materiali vari  rivolti soprattutto ad esperti del campo psicologico ed educativo
 
Casi clinici. R. Carli, R.M. Paniccia.
Il resoconto in psicologia clinica.
 Il Mulino, 2005.
Se gli obiettivi della psicologia clinica sono sostanzialmente riconducibili a due opzioni (correggere il deficit; promuovere sviluppo) lo strumento essenziale per verificare l'intervento psicologico clinico è il resoconto. Esso consiste nella lettura di ciò che avviene entro l'intervento attraverso categorie che diano senso agli eventi e, nello stesso tempo, orientino la prassi dello psicologo. Senza resoconto, dunque, non esiste intervento. Senza resoconto, d'altro canto, non si dà formazione ad intervenire nella prospettiva psicologico-clinica. Non per nulla il resoconto di un caso clinico, in base al quale viene richiesta una diagnosi, è parte dell'esame di stato per psicologi. Questo lavoro si propone di contribuire a colmare la lacuna che la letteratura presenta in materia, anzitutto attraverso la disamina  dei problemi teorici e tecnici che fondano la resocontazione in psicologia clinica ma anche attraverso la presentazione e la discussione di alcuni resoconti utilizzati per promuovere e valutare la preparazione clinica.
 

Forme dell'interpretare
(a cura di Paolo Fabozzi).
Nuove prospettive nella teoria e nella clinica psicoanalitica,
 Franco Angeli 2003, euro 19

Uno dei principali aspetti dell'impresa freudiana è stato quello di unificare fenomeni disparati non solo attraverso una spiegazione razionale, ma soprattutto grazie ad un complesso dispositivo teorico-clinico che ne rendesse intelligibile il significato e, prima ancora, che ne istituisse la presenza in fenomeni considerati finallora perlopiù privi di senso. In questo contesto, l'interpretazione è andata assumendo nel corso del tempo molteplici funzioni: veicolare indirettamente, nell'ipotesi che il paziente le possa far proprie, le funzioni di identificazione, contenimento, sostegno, vicinanza, calore, tolleranza che l'analista utilizza per attribuire un significato a ciò che accade in seduta; comunicare informazioni al paziente, in modo tale da comprenderlo e far sì che possa sentirsi compreso; favorire le integrazioni per diminuire le scissioni; cogliere e modificare le angosce, le fantasie inconsce e le fragilità dell'Io del paziente. Attraverso l'”interpretare” – termine che esprime meglio la complessità e la processualità della comunicazione compiuta dall'analista e scaturita dalle dinamiche, dai ritmi e dai movimenti della situazione analitica – il paziente potrà acquisire inoltre una nuova relazione con il proprio mondo interno e la propria soggettività, improntata alla tolleranza dell'incertezza e di ciò che è sconosciuto, della sorpresa e di ciò che non è predicibile.
Nel luogo intermedio che potenzialmente viene a crearsi fra analista e paziente, l'interpretazione può diventare una visione altra ed estranea, e per questo differenziante, che in quanto tale riorganizza in misura minore o maggiore quanto il paziente porta in seduta; soprattutto, essa si nutre del contributo del paziente, e avrà allora l'ulteriore compito di facilitare la scoperta di ciò che è nuovo, di ciò che è stato sperimentato per la prima volta, di ciò che all'interno di infinite ripetizioni si configura attraverso una nuova esperienza tra analista e analizzando.
La costruzione e la definizione della realtà psichica, l'analisi del legame, la modulazione del transfert e il ruolo dell'ambiente primario, l'uso della persona dell'analista, l'esperienza dell'essere e del senso di sé, la soggettività e l'interfantasmatizzazione, la tecnica: sono questi alcuni dei nodi e delle problematiche teoriche e cliniche attraversate dalla questione dell'interpretazione, che i saggi raccolti in questo volume propongono al lettore.

Paolo Fabozzi, autore di diversi saggi in volumi e riviste specialistiche, è psicoanalista della Società Psicoanalitica Italiana.

R.Carli, M.Grasso, R.M. Paniccia (a cura di)
La formazione alla psicologia clinica. Pensare emozioni.
Franco Angeli ed., euro 30

Nella formazione alla psicologia clinica, è ancora valida la distinzione tra teoria, pratica ed esperienza personale? Distinzione che condanna l’università a proporre una formazione ristretta alle sole teorie, scisse dalla pratica psicologico-clinica, e che lascia ad altre istituzioni il compito di formare al saper fare nel campo. Nel libro si racconta di un’esperienza ove le tre dimensioni (teoria, pratica ed analisi delle implicazioni personali) sono state integrate e sviluppate entro lezioni e laboratori tenuti presso il Corso di laurea “Intervento Clinico”, nella Facoltà di Psicologia 1 di Roma La Sapienza.
L’analisi dell’esperienza consente agli autori di presentare concretamente la metodologia seguita, ed al contempo di presentare e discutere una proposta teorica innovativa sulla formazione: formazione alla psicologia clinica ma anche formazione in senso lato, se pensata, programmata e condotta secondo i principi della psicologia clinica. Il volume può interessare gli studenti di psicologia, in particolare chi si forma alla psicologia clinica, e chi frequenta le scuole di specializzazione in psicoterapia; è rivolto ai docenti di psicologia clinica, ma anche ai formatori che intendano servirsi di metodologie integrate, ove il “pensare emozioni” sia la linea guida del pensiero formativo.

Renzo Carli è professore ordinario di Psicologia Clinica e presidente del Corso di laurea “Intervento clinico per la persona, il gruppo e le istituzioni” alla Facoltà di Psicologia 1 dell’Università La Sapienza di Roma. E’ presidente dello studio di psicosociologia (SPS), direttore del Corso di Specializzazione quadriennale in psicoterapia psicoanalitica –intervento psicologico clinico e analisi della domanda, e direttore della Rivista di Psicologia Clinica on-line (www.rivistadipsicologiaclinica.it)

Massimo Grasso è professore ordinario di psicologia Clinica alla Facoltà di Psicologia 1 dell’Università di Roma La Sapienza e membro del comitato di redazione della Rivista di Psicologia Clinica on-line.

Rosa Maria Paniccia è professore associato di Psicologia Clinica alla Facoltà di Psicologia 1 dell’Università di Roma la sapienza, direttore scientifico dello Studio di psicosociologia (SPS), docente del Corso di specializzazione quadriennale in psicoterapia psicoanalitica – intervento psicologico clinico e analisi della domanda e membro del comitato di direzione della Rivista di Psicologia Clinica on-line.

 

Chiara Campiotti
La biblioteca aperta a scuola. Proposte per far crescere i piccoli lettori.
Erikson, 2007, euro 18.

Il libro, nato dall’esperienza dell’autrice, propone un percorso per realizzare una biblioteca a perta a scuola. In queste pagine, si descrivono gli aspetti pratici da affrontare e i problemi da fronteggiare e si illustrano piccole e grandi iniziative da proporre ai bambini per avvicinarli al mondo dei libri, nonché numerose attività e laboratori interdisciplinari. Il testo offre un autentico contributo pedagogico per migliorare l’arte dell’insegnamento, che si traduce in una raccolta di spunti e suggerimenti unici, arricchiti di fotografie e allegati, che permettono a insegnanti, dirigenti, genitori, biliotecari e animatori di mettere in pratica un progetto avvincente e originale.

Chiara Campiotti è laureata in pedagogia e ha una formazione in psicopedagogia generativa  presso l’Istituto Ricerche di gruppo di Lugano. E’ insegnante nella scuola primaria di Casale Litta (VA) e si occupa da oltre 15 anni della biblioteca scolastica.