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Presentazione

La storia

La cooperativa è stata fondata nel 1997 da un gruppo di 25 soci e allievi dell' Associazione Romana di psicoterapia dell'Adolescenza, coordinati dalla dottoressa Giovanna Montinari. Il nostro gruppo è unito dalla comune passione per il lavoro con i giovani e con quanti  sono a loro vicino e dalla consapevolezza che l'adolescenza sia una fase della vita in cui spesso un aiuto psicologico tempestivo ed efficace (rifornimento) consente all'adolescente di riavviare il suo spontaneo processo di crescita e sviluppo maturativo (il suo volo). La nostra finalità è quella di offrire un servizio di riferimento che sia facilmente accessibile ai giovani fra i 14 e i 24 anni di età; un servizio in grado di aiutarli a divenire soggetti attivi nell'analisi dei loro bisogni senza correre il rischio di essere predefiniti da un contesto sanitario e psichiatrico o condizionati da tariffe troppo onerose per le loro difficoltà economiche. Cerchiamo pertanto di muoverci verso il superamento del modello privatistico individuale, per una maggiore contestualizzazione dell'intervento.
Tre sono le caratteristiche della nostra cooperativa di cui andiamo orgogliosi.
In primo luogo, siamo nati (e ci siamo salvati nei momenti di difficoltà) autofinanziandoci, cioè con le quote dei soci. Ci siamo costituiti a differenza di molti altri gruppi, su un progetto specifico e non per rispondere ai bandi di questa o quella istituzione pubblica. In altre parole, non siamo stati “reclutati”in vista di un'occasione “occupazionale” ma abbiamo condiviso fin dall'inizio l'esigenza di affiancare al lavoro, pubblico o privato, che ci consente di vivere, un impegno nel sociale, rivolto soprattutto ai giovani e alle famiglie delle fasce più svantaggiate. Ciò ha voluto dire continuare a tentare di vincere bandi di concorso e a cercare amici e sostenitori delle nostre iniziative ma con la convinzione di essere liberi da padrini e padroni, cioè da appartenenze partitiche che potessero limitare o influenzare le nostre scelte.
In secondo luogo, abbiamo scelto di essere tutti soci-lavoratori, impegnati sul campo e abbiamo uniformato il pagamento delle prestazioni di soci e collaboratori.
Infine, abbiamo adottato per le nostre prestazioni delle tariffe che equivalgono all'incirca alla metà di quelle del privato, e che quindi facilitano l'accesso sia ai ragazzi più bisognosi che a quelli che vogliono impegnarsi a pagare almeno una parte del lavoro psicologico autonomamente, piuttosto che farlo finanziare ai genitori. Come si può capire il nostro bilancio non è ricco, anzi, di tanto in tanto rischia il disavanzo. Tuttavia in questi anni abbiamo potuto costruire fra di noi e con i nostri interlocutori un clima di incontro democratico e fraterno. 

Il nostro quadro teorico

Il quadro teorico di riferimento che riteniamo più utile per comprendere la complessità delle dinamiche giovanili è quello psicoanalitico. In particolare ci ispiriamo al filone  tracciato da Arnaldo Novelletto e dalla sua scuola (Gruppo Romano adolescenza prima e ora ARPad, Associazione Romana per la Psicoterapia dell'Adolescenza) che nel corso di un lungo arco di tempo ha sviluppato uno specifico approccio all'adolescente problematico, differenziandolo da quelli adatti ai bambini, su un versante, e agli adulti sull'altro. Ricordiamo fra i molti concetti innovativi della scuola di Novelletto quello della "diagnosi lunga" (A. Novelletto) che si riferisce all'importanza di dare spazio all'adolescente perché l'immagine che egli ha di Sé possa evolvere da diagnosi segreta a diagnosi condivisa con il terapeuta consulente; del "compagno adulto" (Marco Lombardo Radice) relativo all'esperienza di accompagnamento da parte di giovani psicologi di adolescenti gravemente disturbati che consente loro di fare esperienza fuori dallo spazio ristretto della famiglia; della "terapia senza paziente" (Paola Carbone) che si riferisce al lavoro con i genitori che chiedono aiuto per un figlio finalizzato a sostenere la coppia genitoriale nel focalizzare e restituire al figlio un'immagine più integrata di Sé che possa motivarlo alla consultazione psicologica. Esperienze preziose a cui facciamo riferimento sono il lavoro svolto da Gianluigi Monniello e Adriana Maltese con i gruppi di adolescenti presso il Servizio Adolescenza dell'Istituto di Neuropsichiatria Infantile dell'Università "La Sapienza" di Roma e quello di Mauro Ferrara e Ugo Sabatello presso il Reparto diurno dello stesso istituto.
Altri contributi che rappresentano per noi un importante riferimento sono: la teoria dei codici affettivi (F. Fornari) che fonda su un versante un intervento di consultazione con gli adolescenti centrato sul modello evolutivo piuttosto che su quello psicopatologico e sull'altro versante un intervento diretto a modificare i diversi ecosistemi di appartenenza degli adolescenti (G. Pietropolli Charmet e Istituto "Minotauro "; il modello dell'analisi della domanda, centrato sull'individuazione della proposta collusiva dell'utente da parte del consulente e sulla possibilità di individuare indicatori specifici del processo collusivo ( R. Carli) .
Fra gli autori stranieri la nostra riconoscenza va ai francesi L. Renard, fra i primi a costruire un centro per adolescenti "cerniera" fra i servizi sociali e quelli sanitari, P. Jeammet e R. Cahn e agli inglesi del gruppo Tavistock e del Brent Center diretto da Laufer